Libri: qualcuno sostiene che scompariranno, ma intanto hanno successo prodotti editoriali che diventano di “culto” nel mercato di massa. E i “pop-up”, splendide costruzioni di carta animata, tornano di moda.
RCS Libri ha voluto studiare due casi di successo editoriale per comprendere meglio le leve su cui agire: elementi editoriali (titolo, immagine di copertina, foto autore, ecc.) azioni di marketing e di comunicazione, in particolare il pre-lancio per creare attesa, aspettativa, suscitare curiosità (book trailer, sito web del libro e dell’autore, forum, social network, ecc.) ed il lancio con l’obiettivo di catturare l’attenzione e l’interesse del lettore (interviste con autore, espositori, oltre alla pubblicità. tradizionale e non, ecc.). E per finire analisi dei processi di distribuzione.
RSO ha collaborato con le divisioni “Collezionabili” e Rizzoli, con la funzione Risorse Umane e gli editors, per sistematizzare l’esperienza di due libri di successo e capire in profondità le chiavi di questo successo, dice Massimo Genova, direttore di RSO.
Ma i libri sono oggetti di cultura o prodotti per il mass market?
Lo abbiamo chiesto al dott. Giulio Lattanzi, Amministratore delegato di RCS libri. Lei lavora nel settore da tanto, sa che parlare del libro come un “prodotto” non è sempre accettato? Io penso che sì, il libro sia un prodotto culturale. La nostra è certamente un’industria, ma se per prodotto si intende qualcosa che si “confeziona” in modo industriale, allora il libro non è un prodotto. Il libro d’autore nasce nella testa dell’autore, non risponde ad una ricetta.
Ma invece i risultati di questo studio sembrano confermare che sempre più il libro lo è? In effetti in Italia escono 35.000 nuovi titoli all’anno: in questo senso è un “prodotto di massa” ed è sicuramente un indice di vivacità, da paese evoluto. In Germania escono 90.000 titoli ed in Francia 50.000 l’anno. E' un prodotto con basse barriere, ed ormai è “romantico” pensare che il mestiere dell’editore sia “publishing” cioè buona scelta e lancio di mercato. Pensiamo all’influenza nel lancio di libri che vengono trasposti in un E' un’industria con le sue regole, e i libri che vanno bene vendono molto di più di una volta. D’altra parte una volta il luogo di vendita era quasi esclusivamente la libreria, che fungeva da “consigliere”. Adesso i canali E' la classifica, l’“immagine”, la pubblicità. Sul packaging non c’è granché da fare, in fondo sono tutti parallelepipedi; la pubblicità non è molto evocativa perché è la copertina che si ricorda, che si prende in mano, in libreria o nella grande distribuzione, o che si cerca su Internet. Publishing non è solo un problema di costi, anche se evidentemente gli investimenti vanno sui libri sui quali si prevedono volumi importanti. A differenza di altri prodotti la competizione si gioca su prezzi e marketing aggressivo. Faccio un esempio: il libro “Scuola di marketing” (pubblicato da Bompiani e Garzanti) è stato “riscoperto” da Adelphi e lanciato come novità: ha venduto oltre 300.000 copie.
E per finire lei pensa che l’ebook sia il futuro, oppure il libro cartaceo rimarrà sempre un “oggetto” gradito al mercato? Credo che sia ancora un mercato di nicchia: solo il 15% usa l’iPhone. L’evoluzione definitiva e la spinta maggiore la faranno le soluzioni che consentiranno una facile lettura: il vero cambiamento sarà la diffusione dell’e-reader. Ed i lettori “forti” sceglieranno per primi: ci sono molti vantaggi, il primo dei quali sarà che, ovunque tu sei, sei connesso ad una libreria con un click! Ma credo che ci vorranno ancora 5-6 anni, anche se le prime avvisaglie si avranno già dal prossimo Natale. In Francia oggi si vendono centinaia di e-book al mese, più per la pubblicistica legata all’ambito professionale che alla lettura “di piacere”. All’università di Princeton si è recentemente svolto uno studio sull’argomento: è stato dato un e-reader a tutti gli studenti. Tutti erano contenti ma una minima parte riusciva a studiarci sopra perché non è la stessa cosa fermarsi su un passaggio, sottolinearlo, ecc. La mia convinzione, per rispondere alla sua domanda, è che il libro cartaceo rimarrà ancora per parecchio tempo un oggetto gradito al mercato. |